Italia. Ducato di Calabria

CITTÀ ACEB IN CALABRIA. CERHIARA DI CALABRIA – ROSSANO- SANTA SEVERINA – AMENDOLARA-CASTROREGIO-BORGIA-GERACE -STILO

Calabria è una delle regioni più paesaggistiche d’Italia, situata nella parte più a sud del territorio peninsulare italiano, è infatti la cosiddetta «Punta dello Stivale». Nel corso dei secoli, la Calabria fu invasa da diverse tribù e popolazioni. Durante un periodo storico molto importante qui esisteva il Ducato di Calabria, l’unica dominio bizantino rimasto su questo territorio dopo l’invasione dei longobardi nel 568. A differenza dei centri settentrionali dell’Impero Bizantino, che si sono sottratti alla furia longobarda, il Ducato di Calabria in quel periodo fu l’unico territorio bizantino abitato per la maggior parte dalla popolazione greca e fedele seguace della Costantinopoli, centro del potere bizantino. Il Ducato di Calabria era nel mirino dei longobardi e degli arabi musulmani: nonostante la totale perdita della Sicilia, i bizantini riuscirono a difendere la Calabria. Inoltre, intorno all’anno 1000 le popolazioni bizantine si allargarono ancora di più, escludendo così le popolazioni longobarde dalla Costa Ionica. Dopo l’espulsione degli arabi nel 956, alla nuova Calabria fu assegnato lo stato di thema, con il quale divenne parte del Catepanato d’Italia e che mantenne fino alla conquista della capitale da parte dei normanni nel 1060. Dopo le invasioni normanne, il territorio dell’ex Calabria bizantina fu annesso alla Contea di Puglia, poi del Ducato di Puglia e Calabria.

Le città della Calabria facenti parte di questo itinerario, sono unite dal glorioso passato del Ducato di Calabria, e continuano ad esserlo anche nel presente: le città sono membri dell’Associazione ACEB, Città Eredi di Bisanzio.

 

Cerchiara di Calabria

Cerchiara di Calabria e` un comune italiano della provincia di Cosenza nella regione Calabria, situato nel Parco Nazionale del Pollino. La citta` e` famosa per il santuario della Madonna delle Armi, costruito nel XV secolo, sui resti di un preesistente edificio di culto, e` dedicato alle due icone lignee trovate casualmente dell`origine sconosciuta ed all`immagine acheropita della Madonna, apparsa nella pietra spaccata casualmente. Nel XVI e XVII secolo l`immagine fu raffigurata negli affreschi degli artisti napoletani. La festa religiosa della Madonna si svolge annualmente il 25 aprile. Cerchiara e` famosa per la produzione di un magnifico pane tradizionale (nella citta` e` possibile visitare anche il Museo del Pane). Vicino alle ripide pareti della Gola del Caldanello si possono osservare le rovine del castello medievale. Nei pressi del castello si trova la Grotta delle Ninfe, un'antica fonte di acqua sulfurea che forma fanghi terapeutici e la piscina con l`aqua termale.

 

Rossano

Chiesa di S. Marco

Dopo la conquista di Regio Calabria dai saraceni, Rossano divenne uno dei centri più importanti della cultura bizantina in Calabria. La città è situate sulle pendici di una collina, nella parte nord-orientale della quale sorge la basilica di San Marco, uno degli edifici più significativi della cultura architettonica bizantina della città. Databile al X secolo, presenta una pianta a croce greca sormontata da cinque cupole. Questo tipo architettonico, diffusissimo nel mondo bizantino dall’Asia Minore, ai Balcani, all’Italia, ha il suo prototipo nella chiesa di S. Giovanni d’Efeso risalente al VI secolo. Un corpo, aggiunto alla pianta originaria, é fatto risalire al XV secolo. Un affresco raffigurante l’Odighitria, sulla parete sinistra del presbiterio, é emerso durante i lavori di restauro del 1928. Datato del VII (IX) secolo l’affresco è uno dei più importanti esempi di cultura bizantina.

 

Santa Severina

Battistero

Per la singolarità del monumento, e' stato giudicato tra le opere più significative della cultura bizantina.

Nel 1927 si procedette a un primo restauro e allo studio dell’edificio, che si presenta a pianta centrale, con cupola coperta da un tamburo. All’interno, vi sono resti di affreschi bizantini databili al X-XII secolo.

È uno dei monumenti bizantini più importanti del Meridione d’Italia. Fu costruito intorno al IX sec. e, comunque, prima dell’anno Mille. È a pianta circolare con quattro bracci sporgenti tanto da formare una croce greca. Fu fatto costruire dal vescovo Giovanni e dall’eparchon Teodoro. Oggi l’interno presenta scarse tracce di affreschi del periodo bizantino a causa delle persecuzioni iconoclaste. Queste tracce sono visibili sulla parete del braccio di NW, risalenti al X-XII secolo. Ben visibile è un S. Girolamo del XV secolo. Il corpo del Battistero presenta i seguenti elementi sovrapposti: il cilindro dell’atrio, un tamburo ottagonale corrispondente all’alzata della cupola a ombrello, un lanterna cilindrica cieca. Internamente la cupola è retta da otto colonne, diseguali in diametro, e di cui sette in granito. Al centro del colonnato si erge un rocchio di colonna postumo, utilizzato come fonte battesimale.

Chiesa di Santa Filomena o del Pozzoleo

È un piccolo edificio a navata unica con un’abside sul lato orientale. Il piccolo edificio é dedicato a S. Filomena, ma viene denominata anche «del Pozzoleo» forse per una precedente dedicazione a «S. Maria del Pozzo». Le dimensioni della chiesa e le decorazioni mostrano l’impronta della cultura bizantina, soprattutto nel tamburo della cupola, decorato da 16 colonnine, che rivelano un gusto architettonico che si riscontra solo nelle chiese armene.

Il primo impianto risale al XII secolo. Fu completata nel periodo normanno. È a navata unica su pianta rettangolare. Si sviluppa su due piani. La navata superiore presenta un piccolo abside. La cupoletta conica cilindrica poggia su un cilindro, ornato da sedici colonnine, che ricordano lo stile armeno. Si accede al piano superiore attraverso due porte separate. Il piano inferiore è dedicato a S. Maria del Pozzo. L’impianto mostra l’impronta della cultura bizantina.

 

Amendolara

Chiesa di S. Giovanni

Fa parte di una serie di chiese, tutte databili tra X e XI secolo, del territorio di Amendolara (S. Maria, Annunziata, S. Giuseppe, S. Marco, S. Sebastiano). Ciò che resta dell’edificio presenta una pianta originalissima, costruita con moduli antropometrici (la lunghezza della chiesa é uguale a otto volte più un quarto del diametro dell’abside. Nell’icona bizantina la figura umana era uguale a otto volte la lunghezza della testa più un quarto riservato alla raffigurazione dei piedi). La pianta, inoltre, a croce libera, non trova confronti nel mondo bizantino se non in alcuni esempi armeni. Distrutta probabilmente durante la calata dei baroni angioini, alla fine del 1200, viene utilizzata per seppellirvi circa 80 corpi anche di donne e bambini. La chiesa é vicina anche alla località Petra Roseti, più volte menzionata nelle Vite di Santi bizantini.

 

Castroregio

Chiesa di S. Maria ad Nives

La chiesa sorge nella parte più alta del paese, ripopolato da profughi provenienti dall’Epiro. Ancora oggi la popolazione conserva lingua e tradizioni orientali e si celebra messa nel rito bizantino. L’interno dell’edificio é decorato dall’iconostasi e da pitture bizantine che ripropongono i programmi iconografici della Chiesa bizantina.

Il Paese presenta una singolare continuità culturale, in quanto sul suo territorio sorgevano nel Medioevo i monasteri bizantini di S. Pietro e di S. Elia di cui si conservano atti scritti in greco.

 

Borgia

Borgia – un borgo d`Italia situato nella regione Calabria. Il centro della citta` e` sull`altopiano collinare, in 10 chilometri dalla costa del Mare Ionico. Nel XV-XVIII secolo questi territori furono in mano di Goffredo Borgia; in honorem della famiglia fu chiamata anche la citta`. Interamente ricostruita dopo il drammatico terremoto del 1783, quest`oggi Borgia puo` vantarsi della molteplicita` dei palazzi, monumenti, chiese e sculture antiche. I luoghi di principale interesse sono Villa Pertini, Piazza del popolo e Piazza Ortona, nella quale si può ammirare il duomo del 1852 dedicato a San Giovanni Battista (patrono della città) e il monumento dedicato ai caduti di guerra. La parte marina della citta` e` famosa per le sue spiagge con la sabbia bianca, dove si possono ammirare i resti della grandiosa basilica di Santa Maria della Roccella e anche, immersa in una folta vegetazione di ulivi, la antica citta` Scolacium (teatro ed anfiteatro), il nome della quale porta la moderna Squillace.

 

Gerace

Gerace (bizantina Ayia Kyriaki) è una piccola pittoresca cittadina situata sulla cima di una scogliera alta 500 metri chiamata «Firenze del sud». Nel X secolo qui fu eretta una cittadella per difendere la città dai molteplici attacchi degli arabi, i quali, anche se per poco, la invasero ugualmente. Dopo la conquista della città da parte di condottiero normanno Roberto il Guiscardo, Gerace divenne di nuovo bizantina. Durante il suo dominio la città visse un periodo di alta gloria e prosperosità. Si conta l’esistenza di circa ottanta chiese. Il numero di chiese e monasteri indica, chiaramente, la vicinanza di Gerace alla fede cristiana, che i monaci locali cercarono di conservare durante il periodo bizantino. N Al giorno d’oggi a Gerace è possibile vedere due importanti monumenti bizantini: la chiesa di Santa Maria del Mastro costruita nel 1084 dopo la conquista dei normanni, l’interno della quale ha conservato la maestosità e la grandezza (nonostante le varie aggiunte architettoniche) dello stile medio bizantino e la cattedrale di Gerace dedicata a Santa Maria Assunta. La cattedrale è uno dei più grandi monumenti di culto della regione, uno dei più importanti esempi dell’architettura normanna in Calabria. La costruzione della chiesa iniziò alla fine del periodo bizantino e giunse a termine nell’epoca normanna. A seguito di questo arco cronologico, nella chiesa s’intrecciano gli stili dei due periodi storici importanti. La cattedrale fu consacrata nel 1045, come testimoniano le scritte sulle pareti interne. Nel 1783 il monumento subì diversi danni causati dal terremoto, ma fu tempestivamente restaurato. Le imponenti pareti in calcaree fanno sembrare la chiesa una fortezza. Durante i lavori di restauro alla facciata dell’edificio furono annesse due apsidi semicilindriche, una delle quali fu abbellita da un portale in stile barocco che oggi funge da entrata principale. Nella parte destra della cattedrale è presente un campanile a tre livelli. L’interno della chiesa è decorato dagli elementi in marmo, vetro e pietre preziose.

 

Stilo

La chiesa Cattolica

Le origini del borgo rimandano ad un passato di appartenenza alla Magna Grecia, come abitato costruito sui resti di una colonia, Kaulon, intorno al VII sec. Come in altri casi coevi, le popolazioni che abitavano nel litorale furono costrette a rifugiarsi nel promontorio di Capo Stilo per sfuggire alle incursioni dei Saraceni e lì dettero vita al centro abitato. Il vero e proprio sviluppo avvenne durantel’epoca dell’impero Bizantino e dell’epoca normanna, quando essa diviene dipendente dal sovrano regnante.

Il monumento più importante di epoca bizantina è la chiesa Cattolica, situata alle falde del Monte Consolino; la denominazione di «Cattolica» ne denuncia l’origine come chiesa di spicco nell’ambito degli edifici religiosi che ricadevano nei territori di diretta amministrazione bizantina e soggetti al rito greco e munite di battistero (katholikon). L’impianto architettonico presenta la forma classica dell’architettura bizantina del periodo medio, la pianta a croce greca inscritta in un quadrato , peraltro tipica di altre costruzioni bizantine calabresi. L’esterno della chiesa, di per sé inserito in un suggestivo contesto paesaggistico che ne esalta l’appartenenza ad una dimensione spirituale di distacco dal mondo immediatamente percepibile, presenta una struttura a quinconce realizzata in laterizi e mattoni intersecati con malta interstiziale; presenta una struttura cubica con cupole rivestite da una particolare copertura di mattonelle quadrate disposte a losanga. L’ interno si presenta diviso in tre absidi che insistono sul lato orientale e che ripercorrono la tipica organizzazione dello spazio rituale bizantino in bema (parte centrale, comprendente l’altare, il prothesis , dedicato al rituale del pane e del vino) e il diakonikon (adibito al momento della vestizione pre liturgica). La luce, come è stabilito dalla simbolica bizantina, ha una funzione di modulare lo spazio e di attenuare lo slancio verticale della costruzione e dei concentrare attenzione sulla zona della cupola centrale, sapientemente illuminata dalle quattro bifore aperte nel tamburo. Sulle pareti campeggiano degli affreschi di diversa datazione: da un primo strato bizantino che raffigura santi guerrieri in stile bizantino e ad un secondo di epoca normanna, si passa a rappresentazioni di epoca sveva-angioina.