Italia. Il Corridoio Bizantino

Il corridoio bizantino (nome originale: Provincia Castellorum) è il nome della lunga e stretta fascia territoriale (italiana) dell’Esarcato di Ravenna, di cui oggi fanno parte le regioni Lazio, Umbria e Marche. Il corridoio fu fondato nel 570 dall’Impero romano d’Oriente (Bizantino) per collegare Ravenna a Roma: l’invasione dei longobardi lasciò intatta la stretta fascia montuosa dei possedimenti bizantini, la cui vita gravitava intorno alla via Amerina, dal momento che la via Flaminia, anche se più agevole per gli spostamenti, allora era già in mano ai longobardi. La creazione di un corridoio bizantino fu il frutto di decisioni politico-militari accuratamente pianificate e strategicamente comprovate sia dai Bizantini che dai Longobardi. In quel periodo i bizantini si misero attivamente alla ricerca di una strada alternativa alla via Flaminia, per trovare un collegamento tra Roma, che allora ospitava il centro spirituale dell’impero, e Ravenna, dove erano dislocati i principali uffici amministrativi.

 

Roma

La popolazione di Roma durante la guerra gotica diminuì sensibilmente. Essa si concentrava principalmente intorno al Palazzo Lateranense, sede del Papa, e la basilica di San Giovanni in Laterano, che serviva come cattedrale del vescovo. Oltre ad essa, la principale basilica pontificia era, naturalmente, quella dedicata a Santa Maria situata sulla sommità del colle Esquilino, la basilica di Santa Maria Maggiore, che ancora oggi rimane uno dei punti di riferimento più importanti di Roma.

La basilica di Santa Maria Maggiore

La chiesa fu fondata nel 352. Secondo la leggenda, essa fu fatta costruire per volere della stessa Madonna. Essendo apparsa in sogno a Liberio, che allora era Papa, e al patrizio Giovanni, ordinò di costruire una chiesa in suo onore sul luogo della città in cui sarebbe caduta la neve al mattino. La mattina seguente sul colle Esquilino fu trovata la neve, e dunque fu lì che costruirono la basilica.

La chiesa che vediamo oggi, non è la chiesa costruita da Liberio. Quella prima chiesa, negli anni ’40 del V secolo, fu sostituita da una maestosa basilica costruita per ordine di papa Sisto III. Nel corso dei secoli, la chiesa modificò più volte la sua architettura e le sue decorazioni. Nel 1377 fu costruito il campanile alto circa 75 metri. Oggi è considerato il più alto di Roma.

All’interno della Basilica sono di interesse i mosaici del V secolo che decorano la navata centrale e l’arco di trionfo. Nei mosaici si sente l’influenza bizantina. Sul Monte Esquilino si trovano anche la chiesa di Santa Pudenziana, San Pietro in Vincoli e Santa Prassede. L’ultima è nota per i magnifici mosaici bizantini nell’abside, nel presbiterio e nel sacello di San Zenone. Proprio questa Cappella fu chiamata «Giardino dell’Eden» per l’eccezionale bellezza dei mosaici. I mosaici dell’abside erano un elemento importante della basilica. I mosaici illustrano i vari capitoli dell’Apocalisse e sono le opere bizantine che toccano questo tema più significative a Roma.

 

Narni

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente (476 d.с.), la città di Narni fu assalita dai goti ai quali subentrarono i longobardi che la inclusero nel Granducato di Spoleto, che si estendeva fino al Lazio, divenendo una fortezza al confine tra il potente Ducato e lo Stato romano. Ripetutamente perduta e riconquistata dai Duchi di Spoleto, Narni, per breve tempo, appartenne alla contessa Matilde di Canossa e nel 741 divenne proprietà della Chiesa.

La città è ricca di monumenti antichi. Particolarmente degni di nota sono la concattedrale di San Giovenale e la chiesa di Santa Maria Impensole.

La cattedrale di Narni

La cattedrale di Narni è dedicata a San Giovenale, vescovo di Narnia vissuto nel IV secolo. La costruzione del tempio iniziò nel 1047, vicino alle mura della città, ma l’edificio incompiuto fu gravemente danneggiato durante l’alluvione del 1053. La cattedrale fu innalzata solo nel 1145.

Nonostante per secoli la cattedrale abbia subito molte ricostruzioni e cambiamenti, in alcune sue parti si percepisce l’influenza bizantina. La cattedrale ha un impianto basilicale a tre navate con abside poligonale. Il transetto è separato dal corpo longitudinale da tre archi corrispondenti alle tre navate.

Chiesa di Santa Maria

La chiesa di Santa Maria fu costruita dai Benedettini intorno 1175 sui resti di una struttura precedente. Secondo la leggenda, prima dell’VIII secolo, sul sito della chiesa si trovava un tempio dedicato a Bacco. Nella decorazione della chiesa è evidente l’influenza bizantina: il portale è decorato con fregi intagliati con immagini simboliche di animali: il leone, l’aquila, l’agnello e il pavone. Lo spazio interno della chiesa è diviso in tre navate da colonne che sostengono gli archi della volta. I capitelli delle colonne sono decorati con figure allegoriche. Durante i restauri della metà del XX secolo, sotto l’intonaco che copre le pareti del tempio, sono stati rinvenuti affreschi medievali.

 

Spoleto

La colonizzazione romana dell’Umbria ebbe inizio nel 295 a.c. Dopo la caduta dell’Impero romano gli ostrogoti e i bizantini si batterono per la conquista della terra umbra, mentre nella parte orientale della regione si stabilirono i longobardi, creando il Ducato di Spoleto, rimasto indipendente dal 1571 fino alla metà del XIII secolo. I longobardi, quando invasero l’Italia, non incontrarono ostacoli significativi; i primi anni l’Impero bizantino non intraprese alcuna azione decisiva e si limitò alla difesa delle città in cui erano rimaste piccole guarnigioni. La prima battaglia più o meno di una certa importanza fu dichiarata ai longobardi nel 575 o 576, ma si concluse con una sconfitta. Il risultato fu un ulteriore diffusione dei Longobardi nell’Italia centrale e la loro conferma a Spoleto e Benevento. Così Ravenna si ritrovò tagliata fuori da Roma, mentre Roma e Napoli subivano la minaccia di attacchi da parte dei longobardi.

Nella città si sono conservate molte chiese antiche, come la Cattedrale di Santa Maria assunta, la Chiesa di San Salvatore del V secolo (considerata una delle più antiche chiese cristiane in Italia), la chiesa di Sant’Ansano.

Chiesa di Sant’Ansano

Frammenti delle fondamenta della chiesa, nonché frammenti di affreschi bizantini si possono osservare nella cripta della chiesa.

Il mosaico che raffigura la Deesis, sulla facciata della Cattedrale di Santa Maria assunta, risale all’epoca tardo romana. La chiesa fu consacrata nel 1198. Dell’epoca tardo romana solo una facciata del Duomo di Spoleto si è conservata intatta. Il mosaico raffigurante la Deesis che decora la facciata contiene un iscrizione metrica latina grazie alla quale conosciamo i nomi dei maestri, dei clienti e dei notai, nonché la data di costituzione del tempio (1207). Sulla croce dipinta della cattedrale di Spoleto venne trovato il nome del famoso artista italiano dei secoli XII-XIII, Alberto Sotio.

 

Foligno

In epoca preromanica, nel luogo in cui oggi sorge la città c’era una palude, leggermente più ad est della quale gli umbri, che avevano popolato queste terre, fondarono un piccolo insediamento intorno all’VIII secolo a.C. I romani, che costruivano lì la via Flaminia, prosciugarono la palude, conquistarono l’insediamento umbro e, nel 225 a.C., costruirono una fortezza, che assunse il nome di Foligno. Era il classico municipium romano, con un forum, mura fortificate, un anfiteatro e un acquedotto. Dopo la caduta dell’Impero Romano, Foligno divenne parte del Ducato di Spoleto. La città odierna è sorta solo dopo il terremoto del 1832 e il bombardamento della seconda guerra mondiale. Dei monumenti dell’antichità sono sopravvissuti la cattedrale (1133-1201), gravemente danneggiata; la chiesa romanica di Santa Maria Infraportas e Palazzo Trinci (1389-1407).

Duomo, la Cattedrale di San Feliciano

Il duomo ha due facciate: quella principale da su piazza Grande, la seconda su piazza della Repubblica. La cattedrale, risalente al 1133-1201, nei secoli subì diverse ricostruzioni che toccarono l’abside, il pavimento, la cripta e la facciata principale. La seconda facciata presenta un portale sormontato da 5 archi in marmo scolpito, in alto è coronata da tre rosoni, di cui quello centrale è supportato da grifoni. In generale la cattedrale di Foligno si può definire eclettica per la varietà degli stili e delle diverse tendenze architettoniche che essa presenta.

La chiesa di Santa Maria Infraportas

La chiesa di Santa Maria Infraportas è la più antica della città, la sua creazione risale all’XI secolo. Al suo interno si possono osservare incredibili affreschi della prima metà del XIII secolo. I ricercatori ritengono che l’autore degli affreschi della chiesa potrebbe essere Alberto Sotio (artista che presumibilmente operò anche nel Duomo di Spoleto).

 

Assisi

Assisi deve le sue origini agli antichi etruschi. Degli etruschi si sono conservati i resti delle mura; maggiori tracce hanno lasciato gli antichi romani, sotto i quali la città era cresciuta rapidamente. Dopo la caduta dell’Impero romano, la città fu conquistata dai goti, ai quali alla fine subentrarono i longobardi. I primi duchi a governare Assisi provenivano da Spoleto. Dopo diversi anni di indipendenza Assisi divenne parte del Sacro romano Impero, che diede impulso allo sviluppo dell’architettura della città, sotto forma di numerose chiese e cattedrali. Uno dei principali monumenti della città è senza dubbio la basilica dedicata all’antico patrono della città, San Francesco d’Assisi.

Basilica di San Francesco d’Assisi

Le soluzioni architettoniche e la decorazione della basilica di San Francesco d'Assisi. Tutti gli elementi della sua decorazione sono completamente conformi alla tradizione della scuola di Giunta Pisano e qui è opportuno ricordare quanta importanza avesse per questo maestro la tradizione bizantina. D’altra parte, sono evidenti tendenze del gotico oltralpe; la loro combinazione con esempi di stile bizantino è particolarmente caratteristica dell’epoca delle crociate. La chiesa inferiore della basilica, sulla parete nord della navata, presenta affreschi che narrano le storie de «la Passione di Cristo». La scena raffigurante Cristo, che si spoglia delle vesti, ci permette di studiare lo speciale colore azzurro cielo che, a differenza di altri casi simili, non fu ottenuto con l’applicazione di pittura a tempera sulle pareti intonacate. Nonostante il fatto che il lato destro dell’affresco «Compianto sul Cristo morto» non sia sopraggiunto fino ai giorni nostri, sono visibili frammenti del corpo senza vita di Gesù in perizoma, nonché l’aureola, decorata con perle, apposta sul luogo della sua sepoltura. La trama de «il compianto sul Cristo morto» è presente nell’iconografia bizantina sin dai secoli XI-XII.

 

Perugia

L’insediamento sul luogo dell’odierna Perugia fu fondato dagli etruschi nel sec. VI a.C. Per secoli il villaggio continuò a crescere, ad essere ricostruito, ampliato e rafforzato. Dopo la caduta dell’Impero romano, i Goti cercarono di conquistare Perugia, ma i cittadini mostrarono una degna resistenza ai barbari. Dopo la fine della guerra greco-gotica (525-553) Perugia entrò a far parte dell’Esarcato di Ravenna, diventando una delle città del corridoio bizantino.

Chiesa di San Bevignate

Tra i monumenti bizantini di Perugia si distingue San Bevignate situato fuori una delle porte della città, Porta Sole; fu costruito per ordine dei Cavalieri Templari a metà del XIII secolo. Richiama una particolare attenzione il Reliquiario della Santa Croce e la famosa serie di figure degli Apostoli, la chiesa di Sant’Angelo, però priva degli ornamenti pittorici risalenti alla sua costruzione; e la chiesa di Santa Giuliana. Il complesso architettonico di Santa Giuliana fu decorato con dipinti in tempi diversi e da diversi artisti. La scena evangelica nella ex sala capitolare, tenendo in considerazione i frammenti più antichi al suo interno, generalmente si può far risalire alla seconda metà del XIII secolo; durante la ricerca, resa difficile dalla cattiva conservazione dei dipinti, fu constatato che la loro creazione era stata realizzata da diversi artisti. A sua volta, l’affresco «L’Ultima Cena», che è parte della decorazione del refettorio ed è ora esposto nel cortile del monastero, si distingue per le evidenti caratteristiche della pittura di Cimabue e presenta una serie di elementi dell’arte classica romana; fu creato verso la fine del XIII secolo, o, al più tardi, nei primi anni del XIV secolo.

 

Montone

La piccola città medievale è considerata uno dei cento borghi più belli d’Italia. Reperti romani dimostrano che la zona della città è stata abitata fin dall’antichità. Il centro storico fu fondata sul sito dell’antica fortezza di origine bizantina, la Rocca d’Aries, la cui costruzione risale al VI-VII secolo. Al suo interno la fortezza contiene pregevoli monumenti ricchi di storia e tradizione: uno di questi è la chiesa in cui si trova una sacra reliquia, la Sacra Spina, in onore della quale si tiene ogni anno una festa. Fuori dalle mura del castello si trova la chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno (XII sec.), tipico esempio di architettura bizantina.

Chiesa di San Gregorio Magno

Fuori dalle mura della città, a nord, si trova l’antica chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno. Probabilmente esisteva già nei secoli X-XI, tuttavia, le testimonianze scritte, riferentesi alla chiesa, risalgono solo all’anno 1100. La chiesa ha un aspetto romanico, ma nella decorazione degli interni vi sono tracce di influenza bizantina. Il suo interno è diviso in tre navate. In fondo alla navata centrale del tempio si trova un abside semicircolare. Fino al XIII secolo la chiesa fu rifugio per numerosi pellegrini.

 

Ravenna

Ravenna, nel 402, divenne la capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Il porto con sbocco sull’Adriatico, da una parte, e le paludi invalicabili, dall’altra, resero la posizione della città ideale.

Una nuova pagina nella storia di Ravenna si aprì nel 540, quando essa fu conquistata dal generale bizantino Belisario. Da quel momento fino al 751, quando i Longobardi presero Ravenna, la città fu parte integrante dell’Impero bizantino. Ben presto divenne la capitale dell’Esarcato di Ravenna, creata dal bizantino Maurizio come avamposto contro le invasioni barbariche.

Chiesa di San Vitale

Uno dei monumenti architettonici e pittorici del VI secolo più importanti nell’arte bizantina è la chiesa ravennate di San Vitale. A San Vitale si possono ammirare le proprietà specifiche del mosaico che, qui, rivela tangibilmente la sua celata bellezza. Lo spazio sotto la cupola centrale è delimitato da otto arcate alte. Attraverso una di esse si apre il presbiterio, le altre sette abbracciano esedre a due piani divisi da archetti sopraelevati su colonne. Raggi di luce, che vanno in direzioni diverse, smaterializzano il mosaico, portandolo a risplendere di una luce ultraterrena la sua superficie. Sotto l’influenza dell’irregolare illuminazione, la gamma dei colori del mosaico acquisisce una tale ricchezza e varietà di tonalità che sarebbe inutile cercare in un mosaico, illuminato una luce troppo debole o troppo intensa. A San Vitale il mosaico adorna l’abside e l’arco, la volta e le pareti del presbiterio. Nel catino absidale è rappresentato, seduto su un globo, il Cristo Pantocratore. La marcata composizione simmetrica e i colori luminosi, che ricordano le preziose leghe in smalto (verde, blu, azzurro, viola, bianco, in combinazione con l’oro) conferiscono all’intera immagine un carattere particolarmente solenne. Nella conca si trova uno dei mosaici eseguiti in modo più elegante. Qui hanno lavorato artigiani esperti che conoscevano l’arte bizantina della capitale.