Italia. Roma bizantina

Parlare di Roma come di un erede di Bisanzio e` strano perche` e` il contrario, Bisanzio era l`erede di Roma. Ma di Roma antica. Ed il suo successore medievale aveva vissuto in accordo con un`altra legge, a volte abbastanza bizzara. A fianco e a volte anche al posto dell`antichita` vetusta stavano crescendo gli edifici nuovi e gia` abbastanza medievali, e in questo contesto parlare dell`influenza bizantina e` piu` che opportuno.

Il bizantinismo come un fenomeno dell`arte e` limitato dagli specialisti nei secoli VII–XV. Le tendenze culturali esistenti nel Mediterraneo fino al VII secolo e basate sull`influenza reciproca della tarda antichita` ed il cristianesimo hanno portato all`avvento del fenomeno del bizantinismo. I monumenti bizantini piu` significativi ed anche quelli creati nelle tradizioni delle tendenze parallele culturali e che si riferiscono alla storia del Bisanzio sono riprodotti nel itinerario «Roma bizantina».

Santa Maria Maggiore

L’imperatore bizantino Costante II fu eletto imperatore alla fine del 641. Costante II era un uomo capace, risoluto e coraggioso, ma aveva una natura sfrenata e crudele. A causa dei difficili rapporti con il Concilio e con i cittadini, nella primavera del 663, Costante II abbandonò per sempre la capitale dell’Impero Costantinopoli; d’altra parte papa Vitale era da tempo che lo invitava a Roma. L’imperatore giunse a Roma nel luglio del 663. Il Papa organizzò per lui un incontro magnificente, mentre da parte sua Costante II nella Basilica di Santa Maria Maggiore fece al papa un’offerta solenne. La basilica di Santa Maria Maggiore è il più grande edificio religioso romano eretto in onore della Madre di Dio ed è una delle quattro basiliche papali di Roma. I mosaici di Santa Maria Maggiore si allontanano dalla principale linea di sviluppo della pittura monumentale romana, in essi si manifestano le tradizioni dell’antico impressionismo, che nel V secolo si erano mantenute in una forma così pura solo a Costantinopoli e a Ravenna, la quale gravitava attorno ad essa. I mosaici di Santa Maria Maggiore nella loro espressività si richiamano al pavimento mosaicato del Gran Palazzo a Costantinopoli. I mosaici dell’arco trionfale e la navata centrale della basilica risalgono al 432-440 e furono creati nello stile iconografico tipico del V secolo. Non solo i mosaici dell’arco trionfale, ma anche i mosaici della navata centrale per la loro iconografia sono affini alla pittura di Costantinopoli. Probabilmente i mosaicisti avevano sotto mano i manoscritti miniati del primo periodo bizantino, le cui miniature erano state poste alla base delle composizioni monumentali.

Santi Cosma e Damiano

Lasciando da parte l'arte paleocristiana di Roma, cominciamo la nostra storia dal momento in cui, nella decorazione della Città Eterna, si manifesta la presenza di un'autorità esterna. A cavallo dei secoli VI-VII, nella decorazione delle chiese romane coesistono e guadagnano lustro scuole locali e bizantine. Iniziamo con la basilica dei Santi Cosma e Damiano. La chiesa cristiana antica è stata costruita negli anni 525-530 d. C. Presso il foro di Vespasiano. Tutti i mosaici di questa chiesa risalgono alla tradizione monumentale della pittura antica, i personaggi sono vestiti alla moda romana e anche pagana, ma nell'abside San Teodoro si presenta come un funzionario bizantino di quel periodo. Sempre nell'abside si è conservato un bel mosaico del VI secolo che rappresenta la seconda venuta di Cristo.

Chiesa di Santa Maria Antiqua

La piccola chiesa della Vergine Maria, costruita sul lato sud del Foro Romano, si perde sullo sfondo delle grandi rovine del palazzo Palatino, ed è famosa per il suo insieme di pittura murale medievale che non ha eguali a Roma, per la sua completezza e conservazione.

A metà del VI secolo nella Città Eterna si è sentita sempre di più l'influenza dell'Impero Bizantino tanto nella società come nell'arte, cosa che si rende evidente negli affreschi dell'abside della chiesa di Santa Maria Antiqua al Foro. La Madonna, Regina del Cielo, con il Bambino in trono e l'angelo che si avvicina con una corona in mano, è una decorazione che si trova nell'abside e che più tardi sarebbe diventata un motivo popolare dell'arte medievale occidentale. A cavallo dei secoli VI-VII, nella decorazione delle chiese romane coesistono e guadagnano lustro scuole locali e bizantine. Diversi strati di affreschi bizantini nella chiesa di Santa Maria Antiqua al Foro risalgono a diversi periodi di tempo: il primo – risale alla seconda metà del VI secolo, il secondo agli anni 600–630°, il terzo risale all'incirca alla metà della metò del VII secolo. Avere a che fare con i diversi strati è molto complicato, perciò la parete è stata denominata palinsesto, come il tipo di pergamena dove un vecchio testo viene più volte cancellato per fare spazio a quello nuovo.

San Giovanni a Porta Latina

L'espansione araba nel Mediterraneo portò un grande numero di rifugiati a Roma. Nel 641 alcuni provenienti dalla Cilicia si stabilirono alle Tre Fontane, mentre nel 641 un gruppo di monaci del famoso monastero di San Saba di Gerusalemme presero sede presso il piccolo Aventino. Insieme ai nuovi arrivati a Roma giunsero anche nuovi culti di santi, festività e usanze. Proprio così nacque l'usanza in Occidente di trasferire le reliquie dei martiri. Dalla capitale orientale a Roma arrivarono anche degli architetti e dei costruttori, come sta a testimoniare la basilica di San Giovanni a Porta Latina (inizio VI secolo), interessante per la tipologia dell’altare, con l’abside centrale sfaccettata.

La basilica si trova non lontanto dalla Porta Latina delle Mura Aureliane. L'aspetto medievale varie volte rimaneggiato della chiesa fu rinnovato completamente a metà del XX secolo. All'interno si trova un notevole ciclo di affreschi, raffiguranti 46 scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.

Chiesa di S. Maria in Trastevere

La Basilica titolare è presumibilmente una delle più antiche chiese di Roma dedicate alla Vergine Maria. Già nel III secolo sotto Papa Callisto I fu costruita la prima chiesa, quindi un secolo dopo sorse la grande basilica. Il nuovo edificio con il campanile, rimasto fino a oggi, fu ultimato nel XII secolo. La facciata abbastanza severa della basilica attira l'attenzione grazie al suo unico mosaico, realizzato dall'artista italiano Pietro Cavallini, che per primo si allontanò dai canoni bizantini, dando una tangibilità materiale e una plasticità volumetrica alle raffigurazioni. Per quanto riguarda l'influenza bizantina, la si può trovare all'interno della basilica, in particolare in un'icona verosimilmente realizzata nel pontificato di Giovanni VII, raffigurante la Madonna su un trono decorato con pietre preziose. E' interessante notare che la Vergine è vestita esattamente come un'imperatrice bizantina.

Santa Prassede

La chiesa titolare romana si trova nelle vicinanze della «grande Basilica» di Santa Maria Maggiore. Le decorazioni degli interni di Santa Prassede sono state fatte da maestri greci in fuga dall'iconoclastia bizantina che ripararono a Roma. I maestri decorarono molte chiese romane, realizzando esattamente a Santa Prassede i loro migliori risultati. Qui crearono i mosaici dell'abside, del presbiterio e la cappella di San Zenone. Tale cappella per l'eccezionale bellezza dei mosaici è stata chiamata il «Giardino dell'Eden».

I mosaici dell'abside, che apre le sue arcate e poi chiude il presbiterio con un arco trionfale, sono stati progettati per essere gli elementi più importanti della basilica. I mosaici illustrano vari capitoli dell'Apocalisse e sono il prodotto bizantino più importante su questo argomento a Roma.

Basilica di Massenzio e Costantino

E’ il più grande edificio mai costruito nel foro romano. Le prime fondamenta furono poste nel 308 dall’imperatore Massenzio ma la sua costruzione fu completata nel 312 dal successore Costantino. La basilica fu eretta sull’area che in precedenza era occupata da magazzini di spezie. Persino per gli standard dell’antica Roma la basilica era una costruzione imponente: l’area della navata superava i 4000 mq, le volte erano alte 39 m. All’interno le mura erano rivestite con lastre di marmo e il pavimento era ricoperto di marmo colorato.

Le terme di Caracalla e di Diocleziano servirono da esempio architettonico per la sua costruzione. Nell’abside occidentale della basilica era stata posta un’enorme statua dell’imperatore Costantino. L’edificio si è conservato solo in parte.

L’arco di Costantino

Tra il Colosseo e il Palatino, sull’antica via Triumphalis, si trova l’arco trionfale di Costantino a tre fornici, costruito nel 315 per commemorare la vittoria di Costantino su Massenzio nella battaglia di ponte Milvio, tenutasi il 28 ottobre 312. L’arco di Costantino è il più antico tra gli archi trionfali conservatisi a Roma i cui elementi decorativi sono stati tratti da altri monumenti antichi (elementi di reimpiego). È inoltre l’unico arco a Roma costruito per commemorare non una vittoria sul nemico ma una guerra civile. Sotto Costantino fu anche creato il fregio in rilievo che illustra la campagna dell’Imperatore contro Massenzio. Il racconto comincia dal lato orientale con la partenza da Milano, prosegue sulle lato meridionale con la campagna militare. Sul lato occidentale la scena mostra l’ingresso di Costantino a Roma, su quello settentrionale invece si può osservare il discorso al popolo e la distribuzione del denaro.

Il ponte Milvio

Il ponte Milvio, spesso chiamato anche ponte Molle o ponte Mollo, fu edificato nel I secolo a.C., sul fiume Tevere, lungo l’antica via Flaminia che collegava Roma ad Ariminum (l’odierna Rimini). Il ponte, in pietra, fu costruito nel 109 a.C. La sua posizione aveva enorme importanza politica e strategica. Grazie alla sua vicinanza al campo di Marte su di esso per secoli si erano allenati i legionari, i comandanti avevano riunito le truppe, i soldati erano rimasti in attesa di una decisione del Senato, i grandi conquistatori, come Giulio Cesare e Carlo Magno, lo avevano attraversato. Sul ponte Milvio si tennero anche diverse battaglie, la più famosa delle quali ebbe luogo nel 312 d.C. tra Massenzio e l’Imperatore Costantino il Grande, che ottenne la vittoria. L’esito di questa battaglia ebbe importanza di portata mondiale, portò all’accettazione del Cristianesimo e poi alla sua trasformazione in religione di Stato.

La colonna di Foca

Nel 602 nell’esercito bizantino, che era accampato oltre il Danubio, si sollevò una ribellione contro l’Imperatore Maurizio. L’esercito ribelle elesse come comandante in capo il centurione Foca, famoso per il suo temperamento feroce, e si diresse a Costantinopoli. Foca, a capo dell’esercito dei ribelli, entrò nella capitale il 27 novembre 602; Maurizio venne ucciso e Foca fu incoronato imperatore. Il regno di Foca, che vedeva nel potere imperiale solo un mezzo per soddisfare le sue passioni selvagge e la sua crudeltà, fu caratterizzato da una lunga serie di omicidi feroci, spesso effettuati senza un’inchiesta preliminare e senza un processo. Gli affari dell’impero giunsero a un completo dissesto. Nonostante questo, Papa Gregorio I accolse con favore l’ascesa al trono del sanguinario Foca e la liberazione del popolo dal tiranno Maurizio. Probabilmente proprio grazie a questo, nel 608, nel Foro Romano fu eretta la colonna corinzia, dedicata all'imperatore Foca. Ma dopo che, nel 610, Foca fu detronizzato, tutte le sue raffigurazioni cominciarono ad essere eliminate, compresa la colonna: la statua posta alla sua sommità nel 612 fu tolta e l'iscrizione cancellata. È così che si presenta la Colonna di Foca ai nostri giorni.

Il mausoleo di Costantina

Il mausoleo di Costantina, meglio conosciuto come mausoleo di santa Costanza, è un luogo di cultocattolico di Roma situato in via Nomentana, all'interno del complesso monumentale di Sant'Agnese fuori le mura. Fu fatto costruire tra il 340 e il 345, come proprio mausoleo, da Costantina, figlia di Costantino I, a ridosso della basilica costantiniana, presso la sepoltura di sant'Agnese, della quale Costantina era una devota. La cupola dell'edificio era, in origine, ricoperta di mosaici, distrutti intorno al 1620 in quanto in pessimo stato. Esistono ancora, invece, i mosaici originari del IV secolo, nella volta anulare che copre il deambulatorio.