Itinerari bizantini. Visitando le chiese di Santa Sofia: Velikij Novgorod – Istanbul – İznik – Kiev – Polack – Salonicco – Sofia – Benevento

La città di Novgorod si trova in Russia, Istanbul e İznik in Turchia, Kiev in Ucraina, Polack in Bielorussia, Sofia in Bulgaria, Salonicco in Grecia e Benevento in Italia. Paesi diversi, con lingua, cultura e patrimonio storico diversi. Verrebbe mai da pensare che esse abbiano qualcosa in comune? Come spesso accade, possiamo trovare la risposta a questa domanda leggendo la storia dell’Impero bizantino. In tutte queste città c’è una chiesa dedicata a Santa Sofia, ed ognuna di esse rappresenta un omaggio a quella che sorse prima tra tutte, la basilica di Costantinopoli.

 

Russia, Novgorod. Cattedrale di Santa Sofia al Cremlino

Nel 1045 iniziò la costruzione della cattedrale di Novgorod, chiamata Santa Sofia in ricordo della cattedrale di Costantinopoli. Tuttavia, queste chiese non si somigliano affatto dal punto di vista architettonico. La Rus’ infatti si limitò a copiare le opere pittoriche di Bisanzio, non quelle architettoniche.

Si tratta di una chiesa a cinque navate, con pianta a croce inscritta sormontata da una cupola. Chiese di questo tipo venivano costruite in Russia solo nell’XI secolo; oltre alla Santa Sofia di Novgorod, possiamo citare anche le Cattedrali di Santa Sofia a Kiev e a Polack.

L’interno è più simile alla cattedrale di Kiev, sebbene le proporzioni degli archi allungati lungo l’asse verticale e gli stretti spazi tra i pilastri le rendano nettamente distinte l’una dall’altra. Grazie a questa caratteristica, l’interno della chiesa presenta un carattere distinto. Alcune parti hanno subito una semplificazione: le arcate triple sono state sostituite da arcate doppie (in seguito il livello inferiore di esse fu sostituito da ampie arcate). Realizzata in stile bizantino, la cattedrale ha una struttura piramidale e 13 cupole. Si ritiene che la cupola principale e le 12 inferiori, disposte intorno ad essa, simboleggino Gesù Cristo e i 12 apostoli. 

La cattedrale per lungo tempo non fu affrescata, ebbero pertanto un ruolo rilevante le icone. Di quelle che originariamente ornavano la chiesa è sopravvissuta, in ordine di importanza, l’icona de «i SS Apostoli Pietro e Paolo», posta nella fila in basso dell’iconostasi, monumento eccezionale di pittura bizantina dell’XI secolo. Viene poi un’icona di dimensioni molto grandi (174-122 cm), a doppia faccia, sul cui lato anteriore è raffigurata la Madonna Odigitria (purtroppo, interamente restaurata nel XIV secolo) e su quello posteriore San Giorgio, perfettamente conservato dall’XI secolo. Faceva inoltre parte della decorazione un’icona del XVII secolo con l’immagine del Cristo Pantocratore in trono con un iscrizione greca sul Vangelo, quasi identica al mosaico di Costantinopoli (oggi l’icona si trova nel Cremlino di Mosca). Se i capolavori sopraelencati erano chiaramente stati trasferiti da Bisanzio già pronti, molti altri monumenti furono creati in loco. Per la prima volta la cattedrale fu affrescata nel 1109, tuttavia di questi affreschi si sono conservati solo frammenti nella cupola centrale in cui sono raffigurati i profeti e gli arcangeli, in mezzo ai quali, fino alla seconda guerra mondiale, era situata l’immagine del Cristo Pantocratore, colpito da una granata. Inoltre, nell’ingresso meridionale si conserva l’immagine degli isapostoli Costantino ed Elena. Si dice che questa immagine dovesse servire da base per un mosaico, in quanto era stata dipinta con colori fortemente diluiti. I dipinti meglio conservati nella cattedrale risalgono alla fine del XIX secolo.

 

Turchia, Istanbul. Hagia Sophia (basilica di Santa Sofia) 

L’11 maggio 330, l’imperatore Costantino il Grande trasferì ufficialmente la capitale dell’Impero romano sul Bosforo in una città che chiamò la Nuova Roma, Costantinopoli. Dopo il crollo dell’Impero, essa divenne la capitale dell’Impero bizantino. Per millenni Costantinopoli fu il più grande centro della cristianità orientale e una delle più grandi città del mondo. Nel 1204 fu saccheggiata dai crociati che istaurarono lì, fino al 1261, l’Impero latino. Bisanzio, dopo essersi ristabilita sotto il dominio della dinastia dei Paleologo, sopravvisse fino al 1453, anno della conquista della città da parte dei Turchi.

La basilica di Santa Sofia, monumento di fama mondiale di architettura bizantina, simbolo de «l’età dell’oro» di Bisanzio, ai tempi dell’Impero, si trovava nel cuore di Costantinopoli, vicino al Palazzo imperiale. Attualmente si trova nel centro storico di Istanbul, nel quartiere di Sultanahmet. Per migliaia di anni la basilica di Santa Sofia a Costantinopoli rimase il più grande tempio nel mondo cristiano, fino alla costruzione di San Pietro a Roma. 

La basilica di Santa Sofia raggiunge un’altezza di 55,6 metri, mentre il diametro della sua cupola misura 31 metri.

I lavori di decorazione degli interni si protrassero per diversi secoli e si distinguevano in modo particolare per la loro sontuosità: mosaici in oro sul pavimento, 8 colonne di diaspro verde provenienti dal Tempio di Artemide ad Efeso. Anche le pareti della chiesa erano completamente ricoperte di mosaici (raffiguranti sia soggetti religiosi che semplici ornamenti). Grazie alla sua magnifica architettura e alla decorazione, il santuario più importante di tutto lo Stato infondeva l’idea della potenza dell’Impero bizantino. A tale scopo giocarono un ruolo importante le dimensioni della chiesa, destinata a migliaia di fedeli; la ricchezza delle decorazioni interne in marmo colorato, i mosaici decorativi ed anche lo splendore delle cerimonie che si svolgevano al suo interno. È proprio in questo nuovo tipo di costruzione, nella la basilica di Santa Sofia sormontata da cupole, che si esprime la tendenza (tipica dell’arte bizantina del VI secolo) sempre maggiore, verso la grandiosità, lo sfarzo imponente e la solennità. I mosaici della Santa Sofia rappresentano un esempio di arte bizantina monumentale del periodo della dinastia dei Macedoni. I mosaici mostrano tutte e tre le fasi di sviluppo del neoclassicismo della capitale, in quanto essi furono realizzati in tre periodi: intorno alla metà del IX secolo, a cavallo dei secoli IX-X e alla fine del X secolo.

 

Turchia, İznik. Chiesa di Santa Sofia (il più antico monumento bizantino).

È sorprendente sapere che la città di İznik (nel periodo bizantino si chiamava Nicea), sin dalle sue antiche origini, non si è mai estesa oltre le antiche mura. Nonostante le sue piccole dimensioni, İznik presenta numerosi monumenti risalenti a periodi differenti. Il primo insediamento comparve già nell’antichità lungo la costa del lago. Nel VII secolo a.C., qui, vi si trasferì un piccolo gruppo dalla Tracia. Ma la prima città sorse solo nel 316 a.C. Fu fondata da Antigono, uno dei Diadochi di Alessandro il Macedone, che diede il proprio nome alla città. In seguito ad un dissidio sorto tra i Diadochi la città fu conquistata da Lisimaco e fu chiamata, in onore di sua moglie, Nicea. Nel 293 a.C. Nicea entrò a far parte della Bitinia, e nel I secolo a.C. divenne parte dell’Impero romano. 

Fino al XIV sec. d.C. Nicea fu un importante centro commerciale, religioso ed economico dell’Impero bizantino. Qui ebbero luogo il I e il VII Concilio Ecumenico. Nel 1077 i Selgiuchidi conquistarono Nicea e fecero della città la loro capitale. Nel 1331 Nicea venne conquistata dalle truppe ottomane e la città assunse un nuovo nome, İznik.

Una delle principali attrazioni della città, oltre ad essere anche uno dei luoghi più importanti del mondo cristiano, è la chiesa di Santa Sofia. Il VII Concilio Ecumenico, nel 787, si tenne proprio nella chiesa di Santa Sofia a İznik (allora Nicea). Fu proprio durante questo Concilio che venne riammessa nel cristianesimo la venerazione di icone e affreschi raffiguranti santi e si chiuse il capitolo, nella storia del cristianesimo, dell’iconoclastia. La prima chiesa, sul luogo in cui si trova oggi la Santa Sofia, fu costruita nel VI secolo. Ma dopo il terremoto, nel 1065, venne gravemente danneggiata e praticamente ricostruita. Nel 1331, sotto i turchi la chiesa venne trasformata nella moschea di Orhan Gazi. Ma dopo un incendio, fu necessario ricostruire nuovamente l’edificio. Verso il XVIII secolo la moschea divenne fatiscente e fu conseguentemente abbandonata, solo a metà del ventesimo secolo l’edificio fu restaurato e trasformato in un museo. Oggi la chiesa di Santa Sofia funziona come museo, ma è stata anche riaperta al culto musulmano.

 

Ucraina, Kiev. Cattedrale di Santa Sofia

La cattedrale di Santa Sofia fu fondata da Jaroslav il Saggio nel 1017 o nel 1037 (la data di fondazione della cattedrale è già da lungo tempo oggetto di accese discussioni da parte dei ricercatori). Si trova nel centro di Kiev. Si sono conservati intatti e sono a noi pervenuti attraverso i secoli 260 mq di mosaici e 3000 mq di affreschi. È difficile che in qualsiasi altro luogo in Europa, si trovi una cattedrale in cui si siano mantenuti così tanti affreschi dell’XI secolo. I decori interni della cattedrale non sono quasi per nulla cambiati. L’iconostasi risale alla fine del XVIII secolo, mentre al XIX secolo risalgono le mattonelle di ghisa sul pavimento. 

La cattedrale di Santa Sofia è un magazzino inesauribile di opere d’arte, un miracolo dell’architettura bizantina e antica. Colpisce il mosaico della Madonna orante nell’abside centrale posto a 6 metri di altezza. Il mosaico è composto da pietre e vetri piatti di diversi colori e sfumature (circa 177 tonalità di colori diversi). I mosaici decorano anche la cupola, mentre le pareti sono ornate con affreschi. 

Le forme architettoniche e gli affreschi della cattedrale di Santa Sofia a Kiev si conformano in modo singolare. Gli affreschi, che sembrano ricami, adornano le pareti, le colonne e gli archi. L’effetto creato dagli affreschi parietali è intensificato dai mosaici pavimentali, dalla balaustra in marmo scolpito che precede l’altare (le iconostasi non erano ancora state create al momento della sua costruzione), dagli ingressi, dalle colonne in marmo e dai parapetti di ardesia scolpiti al piano superiore. Tra i raffinati e splendidi dipinti possiamo osservare immagini di santi e scene del Vangelo. A differenza di altre chiese bizantine, gli affreschi della cattedrale di Santa Sofia non presentano solo soggetti biblici, ma anche laici, come i ritratti della famiglia del Gran Principe Jaroslav.

La pittura dell’XI secolo, che adorna il campanile della cattedrale di Santa Sofia, raffigura scene di giochi organizzati a Costantinopoli dall’imperatore Costantino Porfirogenito in onore della Principessa Olga. Negli affreschi della cattedrale sono raffigurati mimi, giocolieri, musicisti, ballerini, domatori, corse di carri.

 

Bielorussia, Polack. Cattedrale di Santa Sofia (restaurata in stile barocco lituano)

La cattedrale di Santa Sofia nell’antica città di Polack si distingue per la sua unicità tra gli omonimi santuari ortodossi in Europa. Essa fu una delle prime chiese dell’antica Rus’ e la prima chiesa in pietra in Bielorussia.

La cattedrale di Santa Sofia fu costruita sulla riva destra del fiume Dvina Occidentale nell’XI secolo. A metà del XVIII secolo fu completamente ricostruita in stile barocco lituano (tardo-bielorusso). 

Tuttavia, della chiesa dell’XI secolo, sono pervenuti fino a noi frammenti di muratura, le antiche fondamenta conservatesi quasi del tutto intatte, parti dell’abside, pilastri e pareti, ma anche gli affreschi della seconda metà dell’XI secolo, che colpiscono per la bellezza e la grandezza.

La cattedrale in pietra a Polack ebbe origine in seguito alla comparsa delle sue «sorelle maggiori» a Kiev e a Novgorod, costruite sul modello della cattedrale di Costantinopoli, divenendo così la quarta chiesa al mondo dedicata a Santa Sofia.

Per la prima volta la chiesa viene menzionata nel «Canto della schiera di Igor’» del XII secolo.

Il magnifico edificio fu eretto da maestri bizantini e dai cittadini negli anni 1044-1066 per ordine del principe Vseslav lo Stregone. Costruita secondo i canoni bizantini, ma nella tradizione dell’architettura di Polack, la sua posizione all’interno del Castello Superiore, tra il palazzo del Principe e la tenuta del Vescovo, era indice del ruolo che la chiesa aveva in seno allo Stato.

La cattedrale di Santa Sofia di Polack era un modello speciale di architettura antica. Ciò che la accomuna alle omonime chiese di Kiev e Novgorod, la cui costruzione segue i canoni bizantini, è la struttura a croce inscritta con cupola, 5 navate e gallerie. Ma c’erano alcune caratteristiche uniche, come la presenza del bema, un’ulteriore divisione dell’altare, costituito da due pilastri (un particolare insolito per l’epoca, che si utilizzava solo in Bulgaria); e sette cupole, che simboleggiavano i sette concili ecumenici (nella Santa Sofia di Kiev ce n’erano 13, in quella di Novgorod 5).

All’interno della cattedrale si sono parzialmente conservati fino ad oggi antichi affreschi, tra cui l’immagini acheropita del Salvatore e una copia della famosa opera di Leonardo da Vinci «l’Ultima Cena».

 

Grecia, Salonicco. Chiesa di Santa Sofia

La chiesa a Salonicco, consacrata col nome di Sofia, Divina Saggezza, è un raro esempio di architettura religiosa risalente al periodo iconoclasta, e unisce le caratteristiche di una chiesa a croce inscritta con cupola e una basilica a tre navate. 

Sul luogo in cui sorge la chiesa odierna, nella prima metà del V secolo, si trovava una basilica paleocristiana col tetto a cinque spioventi che, insieme ad altri edifici, rappresentava un complesso religioso di oltre 8000 mq. Questa chiesa fu distrutta da un terremoto nel 618-620, e al suo posto venne costruita l’attuale chiesa che occupa solo una parte dell’antico complesso. La costruzione della chiesa di Santa Sofia fu completata nel periodo in cui governava l’imperatore Leone III, sotto il cui dominio nell’Impero bizantino ebbe inizio l’iconoclastia. Questo spiegherebbe il basso numero di decorazioni musive al suo interno. 

In epoca bizantina la chiesa era circondato da numerosi edifici amministrativi e religiosi. Nel X secolo la basilica di Santa Sofia divenne cattedrale. 

Le decorazioni interne sono ricche di mosaici e affreschi tipici dell’arte medievale. La decorazione musiva più imponente si trova nella cupola della chiesa e raffigura l’Ascensione di Gesù Cristo. Essa, secondo Charles Diehl, risalirebbe ai secoli VII-IX. 

Secondo i canoni bizantini nella cupola doveva essere collocata l’immagine del Cristo Pantocratore. Secondo i critici, la composizione dell’Ascensione di Gesù nella cupola è un esempio di iconografia arcaica e rimarca la posizione provinciale di Salonicco. Tuttavia il mosaico della cupola della cattedrale di Santa Sofia a Salonicco divenne il prototipo del dipinto della cupola della cattedrale della Trasfigurazione nel Monastero Mirožskij a Pskov.

 

Bulgaria, Sofia. Chiesa di Santa Sofia.

La chiesa di Santa Sofia al primo sguardo appare modesta. L’edificio, le cui spesse mura in mattoni rossi lo portano ad essere scambiato per una semplice casa, un museo o un edificio comunale, è invece la chiesa principale della capitale bulgara. È proprio a questa chiesa che la città deve il suo nome attuale. La chiesa di Santa Sofia in Bulgaria fu costruita contemporaneamente all’omonima basilica di Istanbul, quasi un millennio e mezzo fa, e per ordine dallo stesso personaggio storico, l’imperatore romano Costantino il Grande.

La chiesa di Santa Sofia fu costruita sul sito della necropoli della città di Sardica (l’antico nome della città di Sofia), di altre chiese più antiche (del IV secolo) e di decine di tombe di pietra. La costruzione della prima chiesa risale agli anni 311-313. Successivamente, con l’appoggio dell’imperatore Costantino I fu eretta la cattedrale di Santa Sofia, dove nel 343 si tenne il Concilio di Sardica. Nel 537, l’imperatore Giustiniano ricostruì la basilica che aveva subito gravi danni in seguito alle invasioni barbariche e, come la basilica imperiale di Costantinopoli, la chiamarono la «Madre della saggezza» (in greco «Sofia»).

Durante l’ultimo restauro negli anni ‘90 del XX secolo, la basilica a tre navate, con pianta a croce inscritta e sormontata da una cupola, fu ristrutturata. Corona la cattedrale una cupola piatta. Le decorazioni interne della chiesa sono anch’esse il risultato dell’ultimo restauro. Sul pavimento si sono conservati solo alcuni frammenti di mosaico.

 

Italia, Benevento. Chiesa di Santa Sofia (ristrutturata in stile barocco)

La Santa Sofia, chiesa italiana nella città di Benevento in Campania, è una delle più importanti testimonianze superstiti di architettura longobarda. La chiesa fu fondata dal duca longobardo Arechi II nel 760, come testimoniano i documenti custoditi nel vicino Museo del Sannio. Fu costruita seguendo il modello della Cappella Palatina a Pavia e dopo la sconfitta del re Desiderio e la caduta del regno longobardo nell’Italia del Nord divenne la chiesa principale dei Longobardi, che avevano trovato rifugio nel Ducato di Benevento. Areki II dedicò la chiesa a Santa Sofia (come la Hagia Sophia a Costantinopoli), e vi annesse anche un monastero benedettino femminile, che era subordinato all’Abbazia di Montecassino e retto dalla sorella Gariperga. 

La chiesa di Santa Sofia subì gravi danni durante il terremoto del 1688 e quello del 1702, in cui furono distrutti la cupola originale e alcuni elementi medievali. Agli inizi del XVIII secolo, su ordine del cardinale Orsini, futuro papa Benedetto XIII, la chiesa fu ristrutturata in stile barocco. Con le opere di ricostruzione del 1705, la pianta della chiesa fu trasformata da stellare a circolare, nello stesso periodo furono costruite due cappelle laterali e fu cambiato l’aspetto dell’abside, della facciata e delle antiche colonne. Gli affreschi che decoravano l’interno di Santa Sofia, furono in seguito quasi completamente distrutti, ci sono pervenuti solo pochi frammenti raffiguranti scene della vita di Cristo e della Vergine Maria. Nel 1957, come testimoniano alcuni documenti storici, avvenne un’ulteriore importante ristrutturazione della chiesa, che ne ripristinò l’aspetto originale (fatta eccezione per la facciata barocca con portale romanico, che è rimasta intatta). 

Oggi a Santa Sofia, al centro, è possibile vedere sei colonne, prelevate dall’antico tempio di Iside, che, con supporto di archi, sostengono la cupola della chiesa. Delle opere d’arte che adornano la chiesa è degno di nota il bassorilievo del XIII secolo nella lunetta del portale e gli affreschi dei secoli VIII-IX. Il campanile fu costruito su iniziativa dell’abate Gregorio II, esso crollò nel 1688 e fu ricostruito nel 1703 in un’altra posizione. Degno di nota è anche il chiostro del XII secolo, attraverso il quale è possibile raggiungere il Museo del Sannio.