Russia. Sulle tracce di Teofane il Greco

Teofane il Greco è un artista dello stesso livello di Giotto. Le icone sono comparse in Russia nel X secolo, dopo che la Rus’ di Kiev, nel 988, adottò il cristianesimo da Bisanzio. A quel tempo, a Bisanzio, l’iconografia si trasformò definitivamente in un canonico sistema figurativo rigidamente istituzionalizzato e riconosciuto. L’adorazione dell’icona divenne parte integrante della fede e del culto cristiano. La Rus’ di Kiev accolse l’icona come uno dei “fondamenti” della nuova religione. Grande influenza sui pittori di icone della Rus’ ebbe Teofane il Greco, iconografo bizantino, miniaturista e maestro di affreschi monumentali. Nacque a Bisanzio e prima del suo arrivo nella Rus’ operò a Costantinopoli e dintorni, a Genova e a Kefe, l’odierna Feodosia in Crimea.

Mosca

I legami culturali di Mosca con l'impero bizantino sono stati incredibilmente intensi. A partire dal 1380, i Greci andavano in Moscovia a chiedere l'elemosina e portavano in cambio cimeli e opere d'arte. E i russi andavano spesso a Costantinopoli in pellegrinaggio e da lì portavano oggetti di valore artistico. Nel 1344, il Metropolita Feognost chiamò alcuni artigiani greci da Bisanzio per decorare la Cattedrale della Vergine. Insieme a loro, i pittori «russi» di icone dipinsero la Cattedrale dell' Arcangelo. All'inizio del 1390, arrivò a Mosca un brillante pittore bizantino, Teofane il Greco. Il suo seguace, Epifanio il Saggio più tardi scrisse: «Quando mi trovavo a Mosca, viveva lì anche Teofane, isografo esperto e ottimo pittore che con le sue mani dipinse oltre quaranta chiese di pietra in diverse città. Ma a Mosca, dipinse tre chiese; presso il principe Vladimir Andreevich dipinse su un muro di pietra la stessa Mosca; nel teremdel Granduca fece un dipinto misterioso e insolito. Mentre lui dipingeva tutto questo, nessuno lo ha mai visto guardare dei modelli, così come fanno alcuni dei nostri pittori. Pare che lui disegni l'immagine con le mani mentre lui stesso sta in piedi, chiacchiera con i passanti, e con la mente medita e si spinge verso alti e saggi livelli di riflessione».

Il Cremlino. Cattedrale dell'Annunciazione

Di solito Teofane è considerato principalmente come l'autore dell' icona «Madonna della Tenerezza» e per la rappresentazione della Deesis nella Cattedrale dell'Annunciazione del Cremlino. La sua caratteristica principale è che si tratta della prima iconostasi russa con figure intere e di immagine «escatologica» del Salvatore in tutte le sue forze. L'iconostasi è composta dalle seguenti icone: «Basilio il Grande», «l'Apostolo Pietro», «San Michele Arcangelo», «Madre di Dio», «Cristo», «Giovanni Battista», «Arcangelo Gabriele», «l'Apostolo Paolo».Teofane il Greco ha diretto una serie di dipinti in numerose chiese di Mosca: la chiesa in pietra della Natività della Vergine nel 1395, insieme con Semen Chernij e alcuni studenti, la Cattedrale dell'Arcangelo San Michele nel 1399 e la Chiesa dell'Annunciazione, insieme al monaco Prohorov, a Gorodec e ad Andrej Rublev nel1405. Il dipinto che si trovava nella Cattedrale dell'Arcangelo è stata bruciata durante l'invasione di Toktamish, ma nella necropoli della cattedrale ci sono gli affreschi di tutti i principi di Mosca, rappresentati sulle loro tombe secondo la tradizione bizantina.

La cattedrale dell'Arcangelo Michele

La prima cattedrale in legno dedicata all’Arcangelo Michele (la Cattedrale dell’Arcangelo Michele) nel Cremlino di Mosca probabilmente sorse negli anni 1247-1248, durante il breve regno a Mosca di Michail il Coraggioso, fratello del Santo e pio principe Aleksander Nevskij. Secondo la leggenda, essa fu la seconda chiesa a Mosca. Nel 1333, Ivan Kalita fece costruire una nuova chiesa in pietra come ex voto, in segno di gratitudine per la liberazione della Rus’ di Kiev dalla fame. La nuova cattedrale dell’Arcangelo completò l’assetto della piazza delle cattedrali, dove già sorgevano quella del Salvatore nella foresta, quella di San Giovanni Climaco e la Cattedrale dell’Assunzione. Nel 1399 Teofane e i suoi discepoli decorarono con affreschi il santuario reale della cattedrale dell’Arcangelo Michele che, nel 1382, in seguito all’incursione del Khan Tochtamyš, bruciarono in un incendio. Lo storico Epifanio riferisce nei suoi anali che Teofane “nella cattedrale di San Michele raffigurò sulle pareti una città fortificata, in cui sono dipinte con dovizia di particolari i suoi edifici”. Come suppongono alcuni studiosi, Teofane nella Cattedrale dell’Arcangelo Michele aveva raffigurato il Cremlino di Mosca con le sue cattedrali, i suoi palazzi e altri edifici importanti. La cattedrale dell’Arcangelo Michele con gli affreschi di Teofane fu demolita e al suo posto, nel 1505, fu eretta l’odierna cattedrale.

 

Novgorod

L'imperatore Costantino Porfirogenito nel suo trattato «Sulla gestione dell'impero», afferma che i russi stanno andando a Costantinopoli, e provengono soprattutto dallacittà di «Nemogard, dove si trova Sviatoslav, figlio di Igor». Indubbiamente, si tratta di Novgorod, e il fatto che nel testo greco si usi il verbo «trovarsi,esserci» (strano all'orecchio bizantino) con il significato di «governare, dirigere» è chiaramente a favore del fatto che le informazioni sono state ricevute dagli stessi russi e tradotte letteralmente all'imperatore dai suoi traduttori. Le informazioni si riferiscono al period prima della dominazione di Svyatoslav Igorevich a Kiev (circa 964 anni) ed è quindi la prima menzione della ormai esistente città russa nella letteratura bizantina. Nel 1045 iniziò la costruzione della Cattedrale principale di Novgorod, chiamata Santa Sofia, in ricordo della cattedrale principale di Costantinopoli. La Russia non ha copiato il Bisanzio nella costruzione, bensì nella pittura. Verso la fine del 1300 giunse a Novgorod Teofane il Greco. Portò con sé uno stile di scrittura assolutamente unico e senza precedenti in Russia. La sua maniera è espressiva e caratterizzata da libertà e scioltezza, da una mobilità incredibile, a volte sommaria. L'artista, che ha acquisito tutte le competenze e abilità «scolastiche» della pittura, ha rifiutato l' armonia classica e la pace a favore della massima espressività delle composizioni.

Chiesa della Trasfigurazione del Salvatore sulla via Ilyin

I dipinti della chiesa sono citati nelle cronache della terza Novgorod: «Nell' estate 6886(anno 1378 dalla nascita di Cristo) è stata dipinta la chiesa del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, in nome del comando della Trasfigurazione per ordine del nobile e amante di Dio Vasily Danilovic. Tutto è firmato da un maestro greco. «L'immagine più grandiosa del tempio è un busto di Cristo Pantocratore nella cupola. Oltre alla cupola, Teofane ha dipinto anche il timpano con figure di patriarchi e dei profeti Elia e Giovanni Battista. Sono giunti fino a noi anche i dipinti dell'abside – frammenti del rango dei prelati e «Eucaristia», parte della figura della Vergine sull'altare sud, «Battesimo», «Nascita di Cristo», «Candelora», «La predicazione di Cristo agli apostoli» e «Discesa agli Inferi». L'affresco meglio conservato in assoluto si trova nella Cappella della Trinità. Si tratta di un ornamento, con figure frontali di santi, mezza figura del «Segno», con gli angeli, un trono a cui si avvicinano quattro vescovi e nella parte superiore del muro – gli Stiliti, la Trinità, medaglioni con Giovanni Climaco, Agatone, Akaki e la figura di Macario d'Egitto. La Pittura del tempio non si è conservata interamente. La maggior parte è andata persa, ma quella che è rimasta – costituisce parte dell'opera unica e incolume del lavoro monumentale di Teofane il Greco. Ma i piccoli pezzi di queste pitture ci permettono di stimare lo stile complesso e unico di Teofane che Epifanio definiva «ignoto e insolito».

Chiesa di San Teodoro Stratilate

Teofane non ha lavorato a lungo a Novgorod, ma ha avuto un grande influenza sulla scuola d'arte locale. La sua maniera è stata assimilata dai maestri che hanno dipinto la Chiesa dell'Assunzione nel campo Volotovo e la Chiesa di San Teodoro Stratilate. La pittura di queste chiese ricorda gli affreschi della chiesa del Salvatore sulla via Ilyin per la tecnica libera, per il principio di costruzione della composizione e per la scelta dei colori. Teofane il Greco viene ricordato anche nelle icone di Novgorod, nell'icona della «Patria» (XIV secolo) dove ci sono serafini, copiati dagli affreschi della chiesa del Salvatore sulla via Ilyin,e in «Trinità», icona in quattro parti del XV secolo si notano dei paralleli con la «Trinità» di Teofane, così come in molte altre opere.

La chiesa di Santa Maria Assunta di Volotovo

La chiesa del villaggio di Volotovo, nel distretto di Novgorod, fu costruita nel 1352 e, 10 anni più tardi, nel 1363 fu decorata con affreschi. Gli straordinari affreschi del XIV secolo, durante la seconda Guerra Mondiale si frammentarono in mille pezzi, distrutti dall’artiglieria tedesca. Essi rappresentano un chiaro esempio della scomparsa dei capolavori dell’arte mondiale in seguito a dei combattimenti. Gli affreschi della chiesa di Volotovo sono tra i più famosi monumenti di arte antica. Dopo anni di restauro e di lavori di recupero, gli affreschi, considerata l’eccezionale maestria con cui erano stati eseguiti, furono annoverati tra le opere più vicine a quelle di Teofane il Greco e agli affreschi della chiesa di San Teodoro Stratilate a Novgorod. Nonostante la questione sulla loro paternità e sulla loro datazione sia ancora aperta, molti esperti sono propensi ad attribuirli al grande maestro greco. Nella pittura bizantina, e in seguito anche in quella russa, ogni episodio delle scritture è raffigurato in modo che non solo dia l’impressione di qualcosa che sia un tempo accaduto, ma anche di qualcosa che rappresenti l’eterno ordine delle cose. Negli affreschi di Volotovo gli avvenimenti sono rimarcati con più forza. Tutto in loro è molto vivace, dinamico ed espressivo. Lo stile del maestro di Volotovo si rifà in gran parte a Teofane il Greco. A quanto pare, il suo esempio contribuì all’emancipazione dei maestri di Novgorod e sviluppò la loro tendenza alla pittura libera e passionale. Fino ad oggi gli affreschi di Volotovo sono stati considerati opera della scuola di Teofane, il cui stile si rifà allo stile dell’età dei Paleologo in terra russa. A prescindere da tutto, merita un riconoscimento anche la loro importanza autonoma nella storia dell’arte mondiale.

 

Pereslavl’-Zalesskij

Pereslavl’-Zalesskij fu fondata nel 1152 da Jurij Dolgorukij. Questa città vanta una storia ricchissima. Qui nacque il principe Aleksandr Nevskij, gli zar la amavano e vi si recavano spesso e Pietro il Grande ne fece anche la culla della flotta militare russa. Secondo la leggenda, nel territorio di Pereslavl’ nacque lo zarevičFiodor, l’ultimo rappresentante della dinastia dei Rjurikidi. Pereslavl’-Zalesskij si trova sulle rive del lago Pleščeevo. La straordinaria bellezza della natura conferisce a un viaggio in questi luoghi un ulteriore fascino, aiuta a sentire più profondamente lo straordinario fascino che contraddistingue quasi tutte le città dell’Anello d’Oro della Russia.

La cattedrale della Trasfigurazione del Salvatore

Tra monumenti architettonici antichi di Rostov ne è sopravvissuto solo uno, la cattedrale della Trasfigurazione del Salvatore del XII secolo a Pereslavl’-Zalesskij. Rientra nella tipologia delle chiese bizantine con pianta a croce greca sormontata da una sola cupola sorretta da 4 pilastri ed era il luogo di sepoltura dei principi di Pereslavl’. Nella cattedrale per lungo tempo si conservarono frammenti di affreschi, dipinti da maestranze bizantine negli anni 1158-1160. Purtroppo, i resti di tali affreschi furono rimossi durante il restauro della cattedrale negli anni ‘90 del XIX secolo, ma il Vangelo illustrato del diacono Zenobio nel XIV secolo, che è custodito nella sezione Manoscritti della Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo, permette di comprendere meglio l’originale splendore degli interni della chiesa. L’icona de «la Trasfigurazione», oggi conservata nella Galleria Tret’jakov, è stata eseguita per la cattedrale della Trasfigurazione del Salvatore. Fu dipinta da uno dei maestri della cerchia di Teofane il Greco intorno al 1403 (precedentemente essa veniva attribuita persino allo stesso Teofane, ma la moderna Commissione di specialisti della Galleria Tret’jakov, l’ha privata della sua paternità e l’icona è ora considerata opera di autore ignoto). La grande e solenne immagine è in linea con lo stile pittorico bizantino del tardo periodo dei Paleologi. Le creazioni pittoriche antiche realizzate a Rostov sono probabilmente il ricordo più vivido dei legami con Bisanzio.

 

Niznij Novgorod

Nižnij Novgorod è una delle più antiche città della Russia. Fondata nel 1221 dal Gran Principe Jurij Vsevolodovič nel pittoresco Passo di Djatlov, alla confluenza del fiume Oka nel Volga, la città svolse un ruolo significativo nella storia del paese. Nel 1612, su richiesta di KuzmaMinin, fu riunita una milizia popolare volontaria, che liberò Mosca dagli invasori stranieri. Un monumento suggestivo che si trova nella parte storica di NižnijNovgorod, è la chiesa di San Sergio di Radonež. La storia della chiesa risale al XIV secolo, quando in questo luogo, che portava il nome Započain’e, fu fondato il monastero di San Sergio di Radonež.

Il monastero dell’Annunciazione

Il monastero dell’Annunciazione di Nižnij Novgorod fu innalzato nel 1221 dal Granduca Georgij Vsevolodovič e da San Simone, vescovo di Vladimir, nello stesso anno della fondazione di Nižnij Novgorod. E’ posto su un’altura sulla sponda destra del fiume Oka, non lotano dal punto di confluenza con il fiume Volga. Nel 1229, il monastero subì un attacco dal principe Purgaz di Mordovia. Secondo gli annali, “nell'estate del 6737 (1229) giunsero a Novgorod i mordvini guidati da Purgaz e insieme attaccarono i suoi abitanti; incendiarono anche il Monastero della Vergine Santa”. Il monastero fu completamente distrutto e bruciato dal principe pagano e per più di cento anni interruppe ogni attività fino alla metà del XIV secolo. Oggi il cenobio è un magnifico complesso monastico con chiese in pietra bianca, erette sulla stretta terrazza della sponda del fiume tra il XVII e il XIX secolo. Secondo la leggenda, Teofane il Greco svolse la sua attività a Nižnij Novgorod tra il 1378 e il 1390, invitato a dipingere le chiese in pietra bianca danneggiate in seguito al saccheggio dei Tartari. Fu invitato a Nižnij Novgorod dal vescovo Dionigi, ammiratore della cultura greca spirituale e dei santuari di Costantinopoli. Secondo alcuni esperti Teofane il Greco dipinse la cattedrale del monastero dell’Annunciazione, ma gli affreschi, purtroppo, non sono pervenuti fino a noi.

 

Kolomna

La città di Colomna viene menzionata per la prima volta nel 1177 nel Manoscritto Laurenziano come luogo di frontiera del principato di Rjazan e centro commerciale e artigianale. Il 1177 è una data approssimativa, dal momento che Colomna viene indicata come una città già esistente. A cavallo tra il XII e il XIII secolo Colomna era il centro del principato di Colomna, che a sua volta faceva parte del principato di Rjazan.

Nel 1301 il principe DaniilAleksandrovič conquistò Kolomna, intervenendo con successo nella lotta che coinvolgeva i principi di Rjazan. A metà del XIV secolo, a Kolomna fu istituita una diocesi; i vescovi di Kolomna sfruttavano la posizione dei principi di Mosca. Nel 1385 Kolomna improvvisamente fu presa dal principe di Rjazan, Oleg di Rjazan. Dopo qualche anno la città fu restituita a Mosca con l’ausilio di Sergio di Radonež. Sono sopravvissuti molti monumenti storici, uno dei più notevoli è la Cattedrale della Dormizione.

Cattedrale dell'Assunta

La cattedrale dell'Assunzione fu fondata a Kolomna nel 1379 dal principe Dmitrij Donskoj per commemorare la prima vittoria russa sull'Orda d'Oro presso il fiume Voža. La chiesa di S. Maria Assunta, posta su due livelli su un alto basamento, ha tre cupole e con archivolti sulle facciate. Essa era di dimensioni superiori alle chiese di Mosca dello stesso periodo. Nel 1392 la chiesa fu decorata con affreschi; si presume che Teofane il Greco prese parte ai lavori di pittura della chiesa, dove creò un ciclo di affreschi e l’iconostasi. Il principale oggetto di devozione della chiesa è l’icona della Madonna del Don, dipinta nel 1380-1395 e oggi esposta nella Galleria Tret’jakov,. I critici d’arte, sulla base dello stile pittorico e di alcuni dettagli, tendono ad attribuirne la paternità a Teofane il Greco o ad uno dei maestri della sua cerchia.