Turchia. Itinerario Dell’ovest Bizantini Licia

L’area adOvest dell’attuale Antalya nell'antichità era chiamata Licia. Questo paese di montagna era famoso nel Mediterraneo Antico perle lingue di fuoco che ardevano sull'alta e ripida montagna, a strapiombo sul mare, costituendo una sorta di faro naturale. Secondo la mitologia, questo è il luogo in cui l'eroe Bellerofonte uccise il mostro Chimera. In questo luogo,nei pressidel villaggio turco di Cirali, vicino all'antica città di Olympos, ancora oggi dalle profondità della terra si innalzano lingue di fuoco. Nel medioevo, nonostante il divieto cristiano di praticare il culto pagano, gli scrittori bizantini hanno invariabilmente contrassegnato questo luogo come importante e misterioso.Licia giocava un ruolo importante nell’importazione del grano dall'Egitto allaperennemente affamata Costantinopoli.La stazione di trasbordo più importante lungo questa larga fascia costiera era il porto diAnriakea sud dell’attuale Demre. Qui si è conservato un enorme silos granario(65x32 m)su cui è ancora possibile leggere un’iscrizione del IV secoloche indica la tabella dei pesi e delle misure imperiali. LaLicia godeva del patrocinio di molti imperatori del primo periodo bizantino, ma anche e soprattutto di Marciano (V secolo). Il fatto è che quando era solo un soldato, egli si ammalò durante la campagna e fu abbandonato dall’esercito. Due cittadini del luogo lo guarirono, ma, non lo fecero in modo del tutto disinteressato: il fatto è cheessi videro che, mentre Marciano dormiva per terra, un’enorme aquila, simbolo di potere, lo riparava dai raggi cocenti del sole.

Dopo che la minaccia araba piano piano era scomparsa, Lycia tornò ad essere un territorio fiorente efece parte dell'Impero Bizantinofino alla fine del 12 ° secolo.

 

Phaselis 

Phaselis era una città ben nota sin dai tempi di Omero, grazie alla lancia di Achille che si trovava proprio lì. Le antiche rovine della città suscitano un grande effetto. Dunque cosa c’è in essa che evoca il ricordo di Bisanzio? La piazza centrale (37 х 33 m) nel primo periodo bizantino cessò di essere l’ampio spazio aperto tipico dell’agorà: essa sorse lungo il perimetro di piccoli edifici con un piccolo cortile al centro; sul lato settentrionale si trovava invece una grande basilica a tre navate. Un'altra basilica (17 x 12,5 m), anch’essa a tre navate, fu costruita sull'Acropoli. Normalmente lo zelo dei Bizantini nell’attività edilizia si esprimeva con il reimpiego degli edifici antichi: per esempio, il teatro antico, che ormai da molto tempo aveva smesso di svolgere la sua funzione principale, fu trasformato in un bastione di difesa, innalzando delle mura al suo interno. Le terme furono industrializzate e molti grandi edifici trasformati in abitazioni più piccole: la popolazione di Phaselis divenne più densa, rendendola una città meno «rilassata». E’ inoltre evidente che la piccola baia a Nord  veniva usata per lo stanziamento della flotta, mentre quella grande a Sud, come in precedenza, era rimasta un porto mercantile. Nell’ VIII secolo, lì, furono costruite nuove banchine. Nello stesso periodo l'Acropoli fu circondata da mura, chiara testimonianza delle incursioni arabe.

 

Limira

Le rovine dell’antica città di Limira sono ben conservate. Tre quartieri della città, compresa l'Acropoli, sono circondati da mura, mentre nella regione sud-orientale si possono vedere i resti dei bagni pubblici (60 x 40 m) e una Chiesa Episcopale del V secolo decorata con mosaici e affreschi (40 x 23 m). Questa parte della città aveva mura piuttosto deboli risalenti ai secoli VII-VIII, mentre, al contrario, la zona occidentale vantava fortificazioni di prim’ordine del XII secolo. Ma il monumento più interessante si trova a 3,2 chilometri a est della città. Si tratta di Kırkgöz Kemeri, il primo ponte ad arco segmentale al mondo lungo 360 m, di cui si sono conservati 26 archi. Il ponte attraversa il fiume Alakir Cayi, il cui livello si è molto abbassato nel corso degli anni, pertanto gran parte del ponte poggia ormai sui giardini che sono sorti dov’era un tempo il letto del fiume e questo fa sì che la sua costruzione possa essere esaminata da tutti i lati. E’ opinione comune che il ponte ad arco segmentale sia stato inventato in Italia nel XIV secolo, ma sembra che esso fosse già noto ai primi ingegneri bizantini, che avevano utilizzato questo tipo di costruzione per realizzare un percorso strategico su cui si potessero spostare velocemente grossi contingenti militari. E’ anche probabile che sia stato pensato per il trasporto di cannoni per l’assedio: il ponte in grado di sopportare un carico di 30 tonnellate.

 

Akalanda (Orycanda) 

Nelle vicinanze di Limira ci sono altri insediamenti del primo periodo bizantino. A 5 km a Ovest della città, sull’altopiano di Keslik, si sono conservati i resti di una Basilica e di una grande fortificazione, dove la popolazione si nascondeva durante le incursioni arabe nei «secoli bui». A 1 km ad Ovest della basilica si trova ancora un’altra chiesa (V-VI sec). Suscita interesse una pressa per l'olio d'oliva, il settore più importante per l'economia locale, dopo quello della fornitura del legname. A Turunsova tra Limira e Keslik, si è conservata una casa di campagna di 50 mq, che insieme ad una cisterna e una pressa costituivano il centro di un altro insediamento. A Nord del villaggio Asaronu è sopravvissuta una grande costruzione coronata da una cupola (V-VI sec.) in cui sono presenti i resti di un sarcofago che, con ogni probabilità, è un monumento commemorativo. Nella parte meridionale del paese si trovano una fortezza e due chiese. Infine, l’area nei pressi del villaggio di Arif è disseminata dai ruderi degli insediamenti di Orycanda, che in epoca bizantina si chiamava Akalanda. In posizione piuttosto lontana dal mare, tutti questi villaggi fiorirono nel primo periodo bizantino grazie al commercio del legname con il porto locale di Finike, da cui veniva trasportato nelle brulle terre d’Egitto. Dopo aver perso l’accesso al mare, all'inizio del VII secolo, la regione subì un declino economico da cui non si riprese mai più. 

 

Finike

Nella moderna Finike l’unico monumento importante giunto fino a noi è un’antica fortezza, ricostruita nei «secoli bui» per proteggere il prezioso porto locale. Questo porto ci ricorda una delle più feroci battaglie nella storia di Bisanzio: nel 655 qui giunsero una doppia flotta egiziana di 200 navi sotto il comando di Abdullah ibn abi Sarb e una Siriana, guidata da Busr ibn abi Artah. Allora gli arabi erano considerati dei principianti nelle questioni marittime, e perciò l'imperatore bizantino Costante II non si preoccupò né di fare un giro di ricognizione né di studiare una tattiche, ma mandò contro di esse un’armata senza precedenti di 500 navi e la condusse personalmente. Alla fine, nonostante l'enorme vantaggio, i greci subirono una sconfitta schiacciante, «il mare era del colore del sangue, le onde trasportavano i corpi a riva». L'imperatore riuscì miracolosamente a salvarsi, scambiandosi di abito con un marinaio semplice. La battaglia navale di Dhāt al-awārī (denominata dagli storici arabi «battaglia degli alberi») mise fine al dominio incontrastato di Bisanzio sul mar Mediterraneo. Nel 715 l'imperatore Artemio inviò contro gli arabi un'altra flotta, e nella stessa baia doveva aver luogo una nuova battaglia, senonché i marinai si ammutinarono e si diressero a Costantinopoli per rovesciare il trono dell'imperatore. Così gli arabi per diversi secoli divennero i padroni di questa costa.

 

Mira (Demre)

Oggi molti sono i bus che portano turisti russinella città di Demre, in quanto il santo patrono locale, Nicola di Mira, sin dai tempi più antichi,era conosciuto comeun "Santorusso". La storicità di questo personaggio è dubbia, dal momento che la prima menzione sul Santorisale a quattro secoli più tardi rispetto alla sua morte.Tuttavia non c’è nessun dubbio sul fatto che il nome di Nicola era popolare in questi luoghi da tempi molto antichi e che, nel VI secolo,qui visse il famoso Vescovo Nicola di Sion, di cui numerosedelle sue gloriose gestavennero successivamente attribuiteal suo più antico omonimo. In sostanza, a Demre non è sopravvissuto nulla che risalga all’epoca bizantina, ma fuori della città ci sono monumenti molto interessanti. Prima di tutto, per esempio, possiamo citare la chiesa di San Nicola, costruita nel VI secolo sotto Giustiniano, poi distrutta dagli arabi nell’VIII secolo, ma ben presto è stata restaurata con ancoramaggiore grandezza. 

Questa è una chiesa a croce inscritta con cupola, nartece edesonartece. Oggi ad essa è stataannessa anche una galleria meridionale. In epoca mediobizantina,quando il culto di San Nicola divenne popolare a Bisanzio, molti imperatori e importanti dignitari facevano offerte a questachiesa. In essa vi sono ancora affreschi bizantini. Un sarcofago rotto è stato probabilmente testimone deidrammatici eventi del 1087, quando i mercanti della città italiana di Bari hanno rubato le reliquie di Nicola e lehanno trasportate nella loro città. Sorprendente non è il furto in sé("il furto sacro" nel Medioevo era infatti considerato un segno di abilità e il successo dell'impresa era la prova che il santo lo volesse),quanto il fatto che questoeventosia diventato una ricorrenza, tuttora celebrata nella Chiesa russa, ma sconosciuta alla chiesa greca. Per inciso, quando i baresiaprirono il sarcofago, non trovarono le ossa del santo, madopo aver torturato dei servitori locali, riuscirono a sapere che le spoglie del santo giacevano sotto il pavimento.A 20 km da Demre, a Nord-Ovest,spiccano le grandiose rovine di una chiesa bizantina,DereAǧzï, costruita, intorno al IX secolo,non secondo i canoni della tradizione locale, ma secondo quelli dell’architettura della capitale. Gli archeologi nei loro scavi non hanno trovato alcuna traccia di abitazioni nei dintorni. A chi sia venuta in mente l’idea di costruire un tale  capolavoro in mezzo al nulla  rimane ancora un grande mistero.