Il museo virtuale MUBYZ – recensione del candidato delle scienze linguistiche, L. V. Lukhovistkiy

Il museo virtuale è stato progettato per mostrare, in modo accessibile, come Bisanzio e il suo patrimonio culturale sia presente, a volte in modo spiccato e vistoso, a volte in modo implicito e allusivo, nei monumenti architettonici e di arti figurative, distanti secoli e migliaia di chilometri gli uni dagli altri.

Oggi nel Museo sono esposti modellitridimensionali di monumenti dell’Italia, del Vaticano e della Russia, ma la sezione “Itinerari”, in cui si possono giàconoscerealmeno a grandi lineeimonumenti bizantini del Sud della Turchia, mostra chiaramente che le ricerche del patrimonio bizantinosi possono estendere e si estenderannoanche ai Balcani,alla Turchia, al Mediterraneo meridionale e al Medio Oriente.

In primo luogo, aipregi dell’applicazione va senza dubbio attribuitoil materialeinformativo di supporto: un breve elenco analiticodelletappe fondamentali della storia di Bisanzio e informazioni biografiche delle figure chiave della storia bizantina, che consentono, anche a chiè inesperto in materia, di orientarsi, anche solo a grandi linee, in un contestostorico a lui sconosciuto.

In secondo luogo, la soluzione dei creatori del Museo si è rivelata alquanto brillante, in quanto consente all’utente di esplorare lecollezionisecondoun principio tematico o geografico, in base ai propri interessi.

Ognuno di questi metodipresentadei vantaggi: lostudio tematico della collezione, quando viene sceltocome punto di partenza della ricercaun certo dettaglio architettonico, un elemento decorativo, un motivo o un simbolo, permette di vedere i legami che intercorrono trai monumenti, anche tra quelli che sembrerebbero appartenere a diverse epoche e regioni.

Il principio geografico, invece, trasforma il Museo Virtuale in unperfetto supporto per il viaggiatore che prende conoscenza dei monumenti originali sul luogo.